Tumore del colon-retto: in Europa aumentano i casi tra i ventenni (ma l’Italia fa eccezione)

Tumore del colon-retto: in Europa aumentano i casi tra i ventenni (ma l’Italia fa eccezione)

Giovani, molto giovani, finora convinti che l’anagrafe giocasse a loro favore escludendoli dal rischio di ammalarsi. Sono loro, i ragazzi tra i 20 e i 29 anni di età, ad aver attirato l’attenzione di un gruppo internazionale di epidemiologi che ha monitorato la diffusione del tumore del colon retto in Europa. Sì perché i risultati della loro indagine, pubblicati sulla rivista Gut, dimostrano che il carcinoma colorettale è in aumento nella fascia di popolazione da sempre considerata meno a rischio, quella tra i 20 e i 49 anni di età. E la crescita dei casi è avvenuta in modo particolarmente rapido tra i più giovani del gruppo (20-29). Gli autori dello studio avvertono che se questa tendenza proseguirà nei prossimi anni sarà necessario introdurre delle modifiche nelle linee guida per lo screening allargando i controlli anche a coloro che pensavano di non avere ancora l’età giusta per preoccuparsi.

I ricercatori hanno raccolto i dati dai registri tumori nazionali e regionali, individuando il numero di nuovi casi di colon-retto e di decessi tra il 1990 e il 2016. In tutto sono stati coinvolti nello studio 143 milioni di persone tra i 20 e i 49 anni provenienti da 20 Paesi europei.

Nel periodo preso in esame ci sono state 187mila diagnosi di carcinoma colorettale con un aumento di casi negli ultimi anni, soprattutto tra i più giovani.

L’incidenza della malattia nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni è passata da 0,83 a 2,3 casi ogni 100mila persone con un’ulteriore accelerazione tra il 2004 e il 2016.

Nella popolazione tra i 30 e i 39 anni di età, la crescita c’è stata, ma a ritmi più lenti, pari al 4,9 per cento all’anno.Nel gruppo di adulti tra i 40 e i 49 anni il numero di casi, dopo essere sceso dello 0, 8 per cento tra il 1990 e il 2004, è leggermente aumentato tra il 2004 e il 2016.

Il fenomeno dell’aumento dei casi giovanili di tumore del colon-retto ha riguardato 12 Paesi, tra cui Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Finlandia, Irlanda, Francia, Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia. Fa eccezione l’Italia dove si è registrato invece un calo delle nuove diagnosi tra i ragazzi di 20-29 anni avvenuto al ritmo dell’1,8 per cento all’anno dal 1998 in poi.  Gli autori dello studio però suggeriscono di prendere il dato con le pinze, perché potrebbe essere vero solo in parte.

«I dati italiani sono stati recuperati dalla banca dati Aitrum e hanno coperto solo nove regioni dal 1996 al 2009 anziché l’intero Paese per un periodo più lungo», spiegano gli autori dell’indagine.

In otto Paesi europei (Regno Unito, Groenlandia, Svezia, Slovenia, Germania, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi) il numero di casi è aumentato significativamente tra i 40-49 anni, ma è diminuito significativamente nella Repubblica Ceca negli anni più recenti (1997-2015).

Ci sono anche delle buone notizie. Fortunatamente, il numero di decessi non è cambiato in modo significativo tra gli adulti più giovani (20-29 anni) ed è  diminuito dell’1,1 per cento all’anno tra il 1990 e il 2016 nella fascia di età 30-39 e del 2,4 per cento all’anno tra il 1990 e il 2009 nella popolazione di età compresa tra i 40-49 anni.

«L’incidenza del tumore del colon-retto cresce tra i giovani adulti in Europa. la causa di questa tendenza deve ancora essere chiarita. I medici dovrebbero essere consapevoli di questa tendenza. Se la tendenza persiste, potrebbe essere necessario riconsiderare le linee guida per lo screening negli adilti in Europa», concludono i ricercatori.

I dati europei sono in linea con quelli registrati negli Stati Uniti, dove l’aumento di diagnosi del tumore del colon-retto tra i giovani adulti ha spinto l’American Cancer Society a raccomandare lo screening già a partire dai 45 anni di età.

24/05/2019

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